5.1. Preparazione. Alcune indicazioni
si sono già fornite.
Le decisioni che si trovino richiamate nella motivazione della sentenza
che si pubblica, vanno citate (con la seguente, o analoga, segnalazione: “citata
in motivazione”) nella Nota redazionale, così come,
solitamente, sono citate dall’autore di una Nota a firma.
L’indicazione deve essere corredata dall’indicazione
della Rivista ove la decisione richiamata si trova pubblicata; eventualmente,
vanno completati gli estremi della data se la sentenza è richiamata
in motivazione soltanto con numero ed anno.
5.2. Qualunque riferimento cronologico (date
delle sentenze, dei provvedimenti normativi,
ecc.) deve essere citato non in questo modo:
03.12.99, 01.07.00, ecc., ma per esteso (es.
3 dicembre 1999, 1 luglio 2000, ecc.).
5.3. Se gli articoli di dottrina o le sentenze
alle quali si fa richiamo, sono pubblicati in Dir.lav,
la relativa citazione si effettua così:
- se si tratta del medesimo fascicolo: “in questo fascicolo,
I, p. 25” oppure “in questo fascicolo, II, p. 43”
- mentre, se si tratta di altro fascicolo della medesima annata “retro,
I, p. 25” oppure “retro, II, p. 43”
- infine, se si tratta di un’annata precedente “in
questa Rivista, 1998, I, p. 25” oppure “in questa Rivista,
1998, II, p. 43”.
5.4. La data del provvedimenti giudiziari è,
come noto, quella del deposito:
se non ve ne fosse l’indicazione sulla
copia del provvedimento, si prega di segnalarlo
tempestivamente alla Redazione.
Curare che le direttive e i regolamenti comunitari
siano citati secondo il sistema ufficiale (per
le direttive: ultimi due decimali dell’anno,
barra, numero della direttiva; per i regolamenti:
numero, barra, anno), quando si vuole indicarne
in breve gli estremi; altrimenti, citare gli
estremi completi e per esteso.
Ad esempio: direttiva 68/360 del Consiglio, del 15 ottobre 1968, relativa
alla soppressione delle restrizioni sul trasferimento e al soggiorno
dei lavoratori degli Stati membri e delle loro famiglie all’interno
della Comunità (GUCE L 257 del 19.10. 1968), modificata dalla
decisione 73/101 (GUCE L 2 del 1.1.1973);
regolamento n. 1612/68 del Consiglio, del 15 ottobre 1968, relativo alla
libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità (GUCE
L 257 del 19.10.1968).
5.5. La massima della sentenza deve
essere breve: se la sentenza è di
merito, è preferibile collocare nella
Nota l’illustrazione della fattispecie
o degli elementi di fatto, anziché incorporarli
nella massima. Se la sentenza è della
S.C., si adotti la massima ufficiale (ma si può proporre
una massima non ufficiale, segnalandolo con asterisco
e relativa nota, nella quale si riporterà anche
la massima ufficiale).
La massima si scrive in corsivo e
va dopo il titolo (che è in neretto).
5.6. Dopo la massima vanno gli estremi della
sentenza (seguire gli esempi indicati,
anche per sentenze della Corte di Giustizia,
per delibere della Commissione di Garanzia, per
lodi arbitrali).
Non si pubblicano i nomi dei legali delle parti.
5.7. Alla massima segue il testo della
sentenza, collocato tra (Omissis).
Le espressioni “Svolgimento del processo”, “Motivi
della decisione”, “Per questi motivi”,
si collocano al margine sinistro della riga
senza lasciare spazi nel testo del provvedimento
e vanno in corsivo minuscolo
(non tra virgolette).
Il testo della sentenza può essere
consegnato alla Rivista, per la pubblicazione,
anche in sola copia cartacea (senza riportarlo
sul dischetto).
5.8. Per il modello di citazione
degli estremi dei provvedimenti,
v. gli esempi già dati. Si segnala che
per la S.C. non si riporta “Sez.
Lav.”, si pone …......Estens. e non …....Rel.,
si scrive solo (conf.) o (diff.);
per la Corte Cost. si cita…......Red. .
5.9. La Nota redazionale (che non è a
firma; talvolta può essere siglata) non ha
note a piè di pagina ma incorpora nel
testo le citazioni, sia di dottrina sia di giurisprudenza,
secondo i criteri tipografici che seguono: per l’autore:
cognome (premettendo l’iniziale
del nome) in carattere tondo piccolo;
titolo dell’opera o del saggio,
in corsivo; Rivista,
in corsivo (nelle note a piè di
pagina, che sono in carattere di corpo più piccolo
rispetto al testo, il cognome dell’autore
(sempre premettendo l’iniziale
del nome) è invece in maiuscoletto),
ecc..
Al momento della correzione delle bozze è opportuno che
il collaboratore, autore della Nota redazionale,
provveda a controllare se siano sopraggiunte
decisioni questione, se siano stati pubblicati
contributi della dottrina, ecc.. Gli autori
possono rivolgersi alla Redazione per ragguagli
circa la pubblicazione, in corso sullo stesso
fascicolo o prevista su fascicoli successivi
(consultare a tale scopo anche il sito della
Rivista: www.ildirittodellavoro.net), di decisioni
e saggi sul tema.
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